
8.362. Non una banale cifra scritta a caso, ma il numero esatto di chilometri che il concittadino Angelo Madia ha macinato in sella alla sua bicicletta attraverso l’Europa, partendo da Berlino fino a Simeri Crichi, in un viaggio iniziato di quasi tre mesi che lo stesso avventuriero ha rinominato “Reload”. Un itinerario partito il 19 giugno da Berlino, città nella quale il “nostro” Angelo vive ormai da diversi anni per motivi di lavoro, e sviluppatosi attraverso una parte significativa dell’Europa occidentale: Germania, Paesi Bassi, in Belgio, Francia, Spagna, dove ha completato il Cammino di Santiago di Compostela, uno degli obiettivi principali dell’intero viaggio, e Portogallo, fino alla rotta finale percorsa lungo la costa occidentale della nostra Penisola.
Il viaggio è stato molto più di una semplice prova di resistenza fisica. Per Angelo, infatti, la bicicletta rappresenta da tempo uno strumento attraverso il quale conoscere il mondo, entrare in contatto con persone e culture diverse e vivere i territori in maniera autentica. Anche questa esperienza gli ha offerto l’occasione per fermarsi a riflettere e interrogarsi su alcune importanti scelte legate al proprio futuro. Non era, del resto, la prima volta che il giovane calabrese affrontava un percorso di lunga distanza: già nel 2022 aveva completato la tratta Berlino – Simeri Crichi su sella e pedali, mentre nel 2023 aveva battuto l’iconico itinerario fino a Capo Nord, in Norvegia, sempre partendo dalla capitale tedesca. Esperienze che gli hanno permesso di accumulare una notevole esperienza, utile anche nella gestione degli inevitabili inconvenienti che possono presentarsi durante viaggi di questo tipo, siano questi rappresentati dalle situazioni estreme di natura meteorologica ovvero da piccoli intoppi meccanici che ha risolto da sé.
Gli imprevisti, dunque, fanno parte del viaggio, ma non ne hanno condizionato il bilancio finale. Anzi, “Reload” ha rappresentato soprattutto un’importante esperienza umana. «È stato un viaggio che mi ha dato un gran bagaglio di vita», racconta Angelo. «Il mio intento era quello di poter arrivare a delle decisioni che riguardano il mio futuro. La mente è certamente più aperta, tuttavia mi riservo di vagliare al meglio quanto realizzerò nel tempo a venire». Tra gli aspetti più significativi dell’avventura ci sono stati anche gli incontri lungo il percorso. «Ho conosciuto tanta bella gente – spiega – e tante persone mi hanno offerto ospitalità. È successo anche quando il tempo non era dei migliori e per me è stato un sollievo. È stata un’esperienza bellissima, che mi ha permesso di conoscere luoghi meravigliosi».
Particolarmente intensa è stata l’emozione provata nel momento in cui, dopo quasi tre mesi lontano da casa, Angelo ha nuovamente oltrepassato il confine italiano. Da quel momento è iniziato l’ultimo capitolo dell’avventura: la discesa lungo la costa occidentale italiana, con diverse soste anche prolungate, prima di puntare definitivamente verso casa, raggiunta lo scorso 17 settembre, con l’arrivo a Simeri Crichi, dove ad attenderlo c’erano i familiari, che anche questa volta lo hanno accompagnato e sostenuto nella realizzazione del suo particolare progetto.
Rispetto ai precedenti viaggi, questa esperienza è stata affrontata con maggiore consapevolezza. La fatica non è mancata, ma l’esperienza accumulata negli anni ha reso più semplice gestire le difficoltà e affrontare le lunghe distanze. E chissà che Angelo non abbia presto voglia di pedalare lungo un’altra avvincente avventura, che poi alla fine lo riporterà sempre verso casa.

